Villa Farnesina

La villa Farnesina su via della Lungara è una delle perle del Rinascimento romano nonchè il risultato della committenza illuminata del ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi (1466-1520). L’architetto del complesso è Baldassarre Peruzzi che realizzerà anche notevoli affreschi al suo interno. Il vero protagonista della campagna decorativa è tuttavia Raffaello, capo del cantiere che vanta pittori come Giulio Romano, Giovan Francesco Penni e Giovanni da Udine. La Farnesina si identifica con l’età dell’oro del primo Rinascimento romano, proprio quando si compie l’incontro tra Raffaello e Roma; la villa di Agostino Chigi costituisce infatti il primo esempio nell’Urbe di perfetta armonia fra natura, architettura, decorazione e manifestazione della cultura di primo Cinquecento. L’oroscopo sul soffitto della Loggia della Galatea che celebra la nascita del committente “sotto l’auspicio delle stelle e ne consacra la vita oltre la morte”, gli edifici della Roma contemporanea nella Sala delle Prospettive e l’affresco delle Nozze di Alessandro e Rossane del pittore Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, sono solo alcune delle meraviglie imperdibili della villa.


Villa Torlonia

La villa su via Nomentana è una vera antologia di stili e di imitazioni classiche, con obelischi, terme, teatri e templi e si inserisce nel clima del nascente eclettismo architettonico ottocentesco. Nel 1795 Giovanni Torlonia acquista il casino dalla famiglia Colonna; in seguito sarà uno dei suoi cinque figli, Alessandro -suo vero erede spirituale- ad inaugurare la villa nel 1842. Il complesso neoclassico venne iniziato dall’architetto Giuseppe Valadier nel 1802, continuato da Giovanni Battista Caretti e adibito a parco pubblico nel 1978. Il casino nobile o dei Principi, con la sua grande scalinata d’accesso e avancorpo con colonne ioniche e timpano decorato, fu realizzato dal Caretti tra il 1832 ed il 1840.

 La Casina delle civette è il risultato della trasformazione operata nel 1916-19 da Vincenzo Fasolo dell’ottocentesca Capanna Svizzera ideata da Giuseppe Jappelli. Le originali vetrate dell’edificio sono opere -fra gli altri- di Duilio Cambellotti e Cesare Picchiarini. Il nome deriva dal tema della civetta, l’elemento decorativo più ricorrente sulle famose vetrate che attingono al gusto Liberty a quell’epoca imperante.